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Un pò di storia

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"L'Associazione, nella fedeltà all'esperienza dello Spirito che ha guidato i fondatori e di coloro che ne hanno condiviso il carisma, si impegna ad essere espressione viva della diaconia di Cristo...
A tal fine l'Associazione offre il proprio contributo alle Chiese particolari nello spirito nel rinnovamento della Chiesa e secondo i dettami del Concilio Vaticano II e del Magistero, riguardo al Ministero Diaconale.
L'Associazione, attraverso la presenza dei suoi membri nella comunità cristiana e civile, vuole contribuire a suscitare ed animare lo spirito di servizio nella comunità, rendendo più profonda tra i cristiani la comunione ecclesiale e promuovendo la diaconia di tutti i battezzati. Fa propria la sinodalità quale stile associativo.
Nell'Associazione la presenza femminile, in particolare attraverso le mogli dei diaconi, apporta alla Comunità quella dimensione che le è propria, integrando la donna quale figura della Chiesa.

(Art. 3 dello Statuto)

In principio

La comunità
e la rivista

Sicuramente in Italia un notevole contribuito alla rinascita e alla riflessione sul ministero diaconale è stato dato in maniera determinate e fattiva dalla Comunità del diaconato in Italia. Le origini della Comunità sono iscritte nel disegno spirituale di don Alberto Altana e di don Dino Torreggiani, ai quali si deve la fondazione - nel 1940 - dell’Istituto secolare dei “Servi della chiesa”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’inizio della Comunità si può far risalire al 1966, si trattò di un piccolo circolo di persone, che diede luogo ad incontri e ritiri a Baggiovara di Modena (sede dei Servi della chiesa). Era nata, intanto, la rivista “Il diaconato in Italia” (1968), fondata da don Altana, che pubblicò a ciclostile i primi sei numeri e a stampa, dal 1970 in poi, tutti gli altri. A partire dal 1973 la Rivista adottò come sottotitolo la formula: “servizio di animazione per le chiese locali”.

 

 

Il primo convegno nazionale si tenne a Roma nell’agosto del 1970, dopo un primo incontro informale di una trentina di persone presso il Centro Sacro Cuore di Reggio Emilia. La Comunità, animata personalmente da don Altana, si mosse lungo le seguenti linee d’azione: 1. la pubblicazione della Rivista (periodico trimestrale) quale, appunto, “servizio di animazione per le chiese locali”; 2. la risposta a tutti gli inviti delle chiese locali in ordine a riunioni, convegni, incontri (anche di piccoli gruppi) , dovunque si tenessero; 3. la promozione di convegni nazionali in Assisi ogni tre anni; 4. la promozione di convegni regionali e interregionali.

 

 

Fin dall’inizio la Comunità è stata in dialogo con la CEI ed in particolare con la Commissione episcopale del Clero e vita consacrata, tanto che fu chiamata per ben due volte a prender parte ad Assemblee della CEI: alla VI, che si tenne dal 4 all’ 11 Aprile 1970, e alla X svoltasi dall’ 11 al 16 Giugno 1973. La Comunità ebbe poi in Mons. Odo Fusi Pecci un attento interlocutore, e un fraterno dialogo con Mons. Pietro Bottaccioli.

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La Comunità ha vissuto un decennio di grave difficoltà negli anni 1992 – 2001, perché dovette affrontare due problemi legati strettamente alla persona di don Alberto: la prosecuzione della vita della Rivista, che in don Alberto aveva perso il responsabile primario, se non unico; l’assetto interno della Comunità, che aveva in don Alberto il suo leader indiscusso. Entrambe le questioni suscitarono, a livello nazionale, una forte richiesta di allentare il monopolio reggiano della conduzione della Comunità, questione che non poteva essere messa in discussione con la presenza di don Alberto. La vita associativa attraversò un momento di incertezza, con il rischio anche di terminare il suo cammino.

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La prima data: è la primavera del 2000 quando si tiene a Collevalenza un Convegno sul diaconato in collaborazione con Mons. Pietro Bottaccioli, incaricato CEI per il diaconato. I vescovi presenti al Convegno sollecitarono la Comunità del diaconato a continuare il proprio servizio, tenendo conto del contesto ecclesiale, diverso da quello degli inizi. Infatti, la situazione ecclesiale risultava profondamente mutata rispetto agli inizi, se non altro per il fatto che la quasi totalità delle diocesi italiane aveva introdotto il diaconato, e in alcune regioni si era attuato o si stava attuando, su sollecitazione della Comunità, una rete di Coordinamento da parte delle Conferenze episcopali regionali.

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la seconda: nel 2004 a Frascati, nel contesto del Seminario di studio sul documento della Commissione Teologica Nazionale “Diaconato: evoluzione e prospettive”, con la presenza dell’allora Segretario della CEI, Mons. Giuseppe Betori, si costituiva il primo Consiglio Nazionale, frutto del nuovo Statuto, approvato dopo una lunga riflessione ed elaborata discussione nei diversi incontri tenuti con il Consiglio Direttivo. C’è stata una larga partecipazione per ridefinire il ruolo della Comunità sia in rapporto alla propria storia sia in rapporto alla CEI.

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Nella riflessione sulla necessità di aggiornamento, la Comunità aveva ribadito le caratteristiche del proprio profilo:
a)  operare come servizio di animazione per le chiese locali;
b) mantenere la sua natura associativa che non si sovrapponeva e non entrava in            concorrenza con gli organismi istituzionali promossi dalla Chiesa, anche a livello      di rappresentanza dei diaconi;
c) ritenere che la novità del diaconato permanente richieda, per affermarsi in modo       autentico, un processo di rinnovamento della Chiesa nei termini indicati dal               Vaticano II.
d) delineare un proprio assetto collegiale a livello nazionale, da esprimere in un               Consiglio che doveva tenere conto del territorio nazionale con la presenza dei             referenti per il nord, centro e sud.

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Si avviava così un nuovo corso con alcune scelte importanti:
- Il Consiglio comincia riunirsi stabilmente due volte l’anno a Roma (marzo e ottobre), quasi sempre dopo l’ incontro della Redazione della Rivista;
- Il Convegno nazionale si tiene non più ogni tre anni, ma ogni due, stabilendo anche - a partire dal 2009 fino al 2019 - di renderlo itinerante, scegliendo l’alternanza di una diocesi del nord, del centro e del sud.

- I Convegni interregionali si sono tenuti l’anno precedente, come preparazione al Convegno nazionale.

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La forma associativa esprime la scelta che il Consiglio che ha fatto attraverso la modifica dello statuto originario (1970), ratificata dall’assemblea dei membri della “Comunità” nel 2003. Vale la pena sottolineare alcuni criteri che venivano adottati, per evidenziare il senso di questo strumento:

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a. L’enunciato delle finalità ha assunto una chiarezza inequivocabile. Nell’art. 3 si evidenzia da un lato la continuità (primi due commi) e dall’altro la prospettiva verso il futuro del ministero diaconale (c. terzo).
b. La forma associativa definita dagli articoli 1 e 5 prevede un’associazione di fedeli: “chierici e laici, uomini e donne”, fugando in modo definitivo che non si trattava di un’associazione di categoria esclusivamente di diaconi e sottolineando che il servizio di animazione era aperto a tutti, perché si trattava di studio, approfondimento, condivisione di esperienze, incontri di preghiera e convegni.
c. Infine. Lo statuto prevedeva un’ordinata distribuzione di funzioni in seno all’Associazione, dettata non da esigenze di efficientismo ma dal desiderio di far emergere la collegialità e della trasparenza amministrativa. Infatti nel nuovo Statuto viene introdotto un Organismo di controllo (Revisori dei conti).

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La Comunità di fatto non aveva una Sede propria. A Reggio Emilia la Segreteria e l’Archivio era presso il Seminario diocesano in via Timavo. Il Consiglio si riuniva a Roma, agli inizi, in Via Marsala presso i Salesiani successivamente al Seminario Laterano. Il Consiglio decide di trovare una sede stabile a Roma e dopo tante ricerche si approda per un periodo presso la Chiesa di San Lorenzo in Panisperna e successivamente presso la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

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La Comunità attribuisce una particolare importanza alla Rivista “Il diaconato in Italia” di cui è proprietaria e che rappresenta in Italia l’unico strumento di collegamento. È stata diretta con competenza da don Giuseppe Bellia e programmata dal Consiglio di Redazione, negli anni è stata rinnovata sia nella sua veste tipografica sia nei contenuti,. Dopo il prezioso lavoro dell’Editore s. Lorenzo di Reggio Emilia, nella persona prima del diacono Luciano Forte e poi, dopo la morte, della moglie Graziella, la Rivista, adesso ha come editore la Comunità stessa.
Come foglio di collegamento tra gli iscritti in passato veniva pubblicato un Notiziario. 

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In questi anni un aspetto che la Comunità ha creduto fermamente è stato la rete delle spose. 

Fin dalla sua origine la Comunità aderì al Centro Internazionale del Diaconato (CID). Di rilievo sono rimasti alcuni convegni internazionali, nei quali la comunità del diaconato svolse un ruolo di testimonianza e di animazione di grande importanza: il Convegno di Pianezza (Torino) nel 1977, e il Convegno di Itaici (Brasile) nel 1987, il Convegno di Budapest (1991), l’ultimo che vide la partecipazione di don Alberto.
Il Master - Nel 2006 la Comunità avviava l’istituzione di un Centro Studi, chiedendo la collaborazione di alcuni teologi italiani o persone che hanno in vario modo avuto contatti con il diaconato. Dunque l’avvio di un Master rappresentava una preziosa opportunità ed una fucina di lavoro per implementare la riflessione ed arricchirla di spunti e suggerimenti per il futuro. Si avviava nel 2008, con la collaborazione del Laterano,.
L’Anno della misericordia - Il 29 maggio del 2016 nel contesto dell’Anno della misericordia il Giubileo dei diaconi venivamo invitati a far parte della Commissione che preparava il Giubileo promossa dal Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione.

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"L'Associazione si propone di animare e sostenere il ministero dei Diaconi, in collaborazione con le Chiese locali, realizzando soprattutto un rapporto privilegiato con i coordinamenti regionali del diaconato". (Interessante la scelta che è stata fatta: una Associazione di fedeli e non di diaconi).

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Diverse sono attualmente le attività che la CoDI ha in atto e che stanno portando molto frutto ma anche tanto impegno:
a. I Convegni (Nazionale e Interregionale): buona la partecipazione soprattutto dopo la scelta di tenere il Convegno nazionale stabilmente ad Assisi.
b. I Webinar anche se online si sono rivelati di interesse specialmente per la riflessione teologica che forse andrebbe ripresa ed ulteriormente approfondita.
c. La formazione delle spose ha riscosso molto interesse anche se è leggermente diminuita la presenza in quest’ultimo anno.
d. Gli incontri con i delegati. Se pur scarsa affluenza (prevista la duplice modalità online e in presenza) i contenuti sono stati di grande spessore.
e. La Scuola di Alta formazione. Grande novità ed interesse ha suscitato, buona la partecipazione.
f. I rapporti con realtà diaconali fuori dall'Italia e i vari progetti e gemellaggi (Libano [vedi lettera p. Michel Abboud], Brasile, Movimento Laudato sì, ecc.).
g. La Rivista ed il Sussidio: un notevole sforzo, economico e di contenuti, si sta ponendo a questi due strumenti. Anche se si è attivata la modalità online la Rivista stenta con gli abbonamenti. Si dovrebbe incentivare la promozione e la diffusione; stessa cosa vale anche per il Sussidio (ricco di contenuti) che richiede una tempestiva diffusione.

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Don Alberto Altana  (1921-1999)
Don Dino Torreggiani (1905-1983)

Le linee d'azione

In dialogo con i Vescovi

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Mons. Odo Fusi Pecci (1920 - 2016)
Mons. Odo Fusi Pecci (1928 - 2017)

Non tutto fu facile

Due date importanti

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Mons. Giuseppe Betori (25/02/1947)

La necessità di un aggiornamento

Alcune scelte                       importanti

L'Associazione

La Sede

La Rivista

Uno sguardo ad              intra e ad extra

Dall'art. 4 dello statuto e le attività della Comunità

Community of the Diaconate

Cell 349 400 23 11

Basilica of San Lorenzo Outside the Walls

Piazzale del Verano, 3

00185 Rome

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